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| SCHEGGE, CARTUCCE E SOLDATI SENZA NOME |
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 Esce in questi giorni per le Edizioni Menin Schegge, cartucce e soldati senza nome, un volume dedicato alla Grande Guerra scritto da Giovanni Dalle Fusine, giornalista e autore di diverse pubblicazioni sull’argomento. Non si tratta di un libro puramente storico sui fatti d’arme che tra il 1915 ed il 1918 insanguinarono anche le montagne a noi vicine, ma una ricerca relativa ad un aspetto particolare che di quel tragico conflitto fu eredità: il recupero, nel dopoguerra, di materiali bellici dai campi di battaglia.
Il mondo che descrive Dalle Fusine, dunque, è quello dei recuperanti. I primi, quelli “storici”, innanzitutto, celebrati anche nell’omonimo film di Ermanno Olmi ed iniziatori di un’attività che ebbe uno sviluppo esponenziale negli anni compresi tra i due conflitti mondiali, sino a rappresentare, per certe zone dell’ex fronte italo-austriaco, una fonte economica capace di sfamare paesi interi.
Il libro, riccamente illustrato, si sofferma poi sui moderni appassionati che, dotati di sofisticati metal detector, sondano trincee e retrovie alla ricerca di residuati insoliti e rari: non solo elmetti o pezzi di granate, ma anche quegli oggetti che un tempo venivano considerati immondizia - come bottiglie e scatolette alimentari con le quali i soldati si sfamavano - e che oggi sono diventati reperti da collezione.
Proprio il “radar”, il prezioso metal detector, diviene uno degli argomenti di approfondimento: Dalle Fusine accenna alla sua nascita, ai suoi primi impieghi e al suo sviluppo fino ai giorni nostri, prima di proporre i risultati delle più recenti forme di approccio alla ricerca storica sul campo.
Si tratta di un’indagine volta a sciogliere i molti interrogativi sulla sorte dei caduti, dalla loro età all’epoca di morte, fino alla causa. Tutti elementi che travalicano il semplice rinvenimento di poveri resti mortali dai quali prelevare distintivi, medagliette religiose, parti dell’equipaggiamento o dell’armamento - azione considerata irrispettosa da alcuni - e che tramite la collaborazione di archeologi, anatomopatologi, entomologi e storici consentono oggi di aprire una nuova strada nel “recupero”, capace di illuminare anche sulle tragiche dinamiche di un assalto alla trincea avversaria o sulle conseguenze dello scoppio di un proiettile di cannone.
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| Giovedì, 29 luglio 2010 @ 10:27:23 | |
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| IL "TEMA DELL’ANNO" NELLO “SCHIO” DI LUGLIO |
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 L’ultimo numero del Mensile Schio prima della pausa agostana è incentrato su una novità, "il tema dell’anno", ovvero sull’argomento di cui maggiormente si è parlato nell’annata giornalistica (da settembre a luglio) del mensile. E la scelta del tema dell’anno è caduta… sul tema dell’anno, cioè il nuovo corso di politica culturale inaugurato dall’assessore Pit Formento e che tante polemiche ha innescato negli scorsi mesi. La discussione, aperta da un’intervista del direttore Tomasoni allo stesso Formento, è arricchita dal contributo di tre ex assessori alla cultura, cui è toccato dire la loro sulla nuova politica culturale dell’amministrazione Dalla Via. Si tratta, in ordine cronologico di assessorato, di Giovanni Luigi Fontana (assessore alla cultura dal 1977 al 1983), di Antonio Cassuti (dal 1985 al 1992) e di Giorgio Dall’Igna (dal 1992 al 1995): tre posizioni critiche, che alimenteranno ulteriormente il dibattito. Per il resto il mensile offre il consueto panorama di informazione scledense, a partite da un’indagine sui giovani locali e la musica, proseguendo con la tappa a Ca’ Trenta nel viaggio tra le parrocchie cittadine, il bilancio del primo anno di vita dell’Accademia Musicale, recensioni librarie (in uscita per le Edizioni Menin anche “Schegge, cartucce e soldati senza nome”, di Giovanni Dalle Fusine, volume dedicato ai recuperanti di reperti della Grande Guerra), le pagine sportive e quelle, seguitissime, delle lettere.
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| Lunedì, 26 luglio 2010 @ 16:09:10 | |
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| QUADERNI DI SCHIO: UNO SCLEDENSE NELLA CAMPAGNA DI RUSSIA |
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 Si intitola Memorie di un soldato (1940 - 1945). Guerra e prigionia in Russia ed è curato da Ignazio Marchioro il secondo numero della rinnovata collana dei Quaderni di Schio, edita dalla Tipografia Menin e patrocinata da Cafecinque. Il volumetto raccoglie la sfortunata esperienza bellica di Angelo Comberlato (Villaverla 1914 - Schio 2003), partito per il fronte russo nel 1942 con il 120° Reggimento artiglieria motorizzato della Divisione Celere, catturato nel dicembre successivo e tornato in Italia nell’ottobre del 1945, dopo quasi tre anni di dolorosa prigionia, con i postumi della pleurite e del congelamento ad un piede. Quella di Comberlato è una memoria forse un po’ naïf e piuttosto cruda, scevra di presunzioni letterarie e anticonvenzionale, più tragica che epica, nella quale peraltro mai si lascia andare a parole di condanna contro le autorità che l’avevano mandato a combattere nella steppa gelata o nei confronti dei suoi carcerieri, o ancora di chi, con la scusa di un timbro mancante, non gli concesse la pensione d’invalidità cui aveva diritto. Spiccano invece la sua capacità di mantenere sempre un’elevata sensibilità etica, nonostante le angherie della prigionia e gli enormi disagi sopportati, ed i sentimenti di pietà per i prigionieri politici russi, ancora più sfortunati di lui. A suo modo un eroe, secondo Marchioro: come i tanti che non tornarono più, come i pochi che riuscirono a portare a casa la pelle (poco più di 12 mila reduci su oltre 80 mila prigionieri) ma non videro riconosciuti sacrifici e patimenti subiti.
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| Sabato, 26 giugno 2010 @ 16:24:30 | |
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| CON S. PIETRO ARRIVA IL "NUMERO UNICO" |
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 Puntuale per S. Pietro è arrivato nelle edicole e librerie della città l’atteso Numero Unico della Tipografia Menin. L’edizione 2010 si presenta con mezzo secolo di vita alle spalle: un traguardo notevole per quello che è diventato l’annuario scledense per antonomasia, raccogliendo ogni anno, in circa duecento pagine, decine di contributi scaturiti dalla penna di giornalisti, ricercatori, cultori di tradizioni locali, rappresentanti di associazioni e gruppi sportivi, personaggi noti, semplici cittadini. Un’estrema varietà di caratteri e stili, che ha originato anche stavolta un’altrettanta varia ma sostanziosa miscellanea di articoli, tutti rigorosamente di argomento o di interesse scledense. Nel nuovo Numero Unico, aperto come di consueto dal saluto del sindaco Dalla Via, spiccano le apprezzate pagine di memorialistica e storia cittadina, ma a fare la parte del leone è l’attualità: la rivista ripercorre l’annata a cavallo tra 2009 e 2010, portando alla ribalta manifestazioni, anniversari, realtà economiche, mondo della scuola, iniziative di solidarietà, eventi teatrali, musicali e artistici, in un connubio tra tradizione e presente che non trascura di offrire una panoramica sullo sport cittadino e le sue squadre. Una lettura per tutti i gusti, in compagnia delle festività per il santo patrono.
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| Sabato, 26 giugno 2010 @ 16:06:13 | |
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| TANTE NOVITÀ NELLO “SCHIO” DI GIUGNO |
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 L’edizione di giugno del Mensile Schio si presenta all’apertura dell’estate ricca di argomenti e contenuti. Si parte con la polemica sulla scelte dell’assessore alla cultura Pit Formento, per passare alla politica con la situazione della Lega dopo lo scioglimento del direttivo locale del Carroccio e il conseguente commissariamento, proseguendo poi all’intervento di Communitas sulla questione ospedale e relativo project financing. E ancora: la storia di Francesco Canova, il medico scledense che sessant’anni fa fondò il Cuamm, l’associazione di volontariato attiva in Africa; Magrè e Monte Magrè per il viaggio nelle parrocchie cittadine; un’indagine di Legambiente sul conferimento dei rifiuti; la grande rievocazione storica sul monte Novegno; un’intervista ad Andrea Camporese, l’imprenditore scledense presidente della Fondazione “Città della Speranza”; il Festival Biblico, nel chiostro delle Agostiniane, col tema delle Scritture; un bilancio della lusinghiera stagione teatrale da parte di Annalisa Carrara; una nuova pubblicazione delle Edizioni Paoline su santa Bakhita. E via via tante altre notizie, per chiudere col Famila Basket, impegnato in una grande campagna acquisti per la prossima stagione, e le solite numerose lettere al direttore. .
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| Sabato, 26 giugno 2010 @ 09:53:24 | |
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| USCITO LO "SCHIO" DI MAGGIO |
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 Il Mensile di maggio si apre con la notizia che lo stabilimento di Schio delle Latterie cesserà la propria produzione. Fa più rumore, però, la presa di posizione dell’ex assessore Emilia Laugelli, che critica la Giunta accusandola di mancanza di coraggio nelle politiche sociali. Polemiche anche sulla privatizzazione dell’acqua, con le risposte del prof. Giancarlo Corò, presidente dell’Autorità d’Ambito del Bacchiglione, e per la scelta di Atoz di non allestire il festival Azioni Inclementi in opposizione all’indirizzo richiesto dall’assessore Formento per le manifestazioni culturali. Tra gli altri argomenti trattati interviste al capo-distaccamento dei vigili del fuoco scledensi, Mauro Manfron, e al compositore Giovanni Bonato, che ad ottobre sarà finalista a Madrid per la 27ª edizione del prestigioso premio “Reina Sofia”. In ambito culturale spazio agli “affreschi della discordia”, una diatriba tra il pittore Alfredo Ortelli e lo scledense don Gaetano Montanaro; a “Luci e ombre nel paesaggio vicentino”, mostra personale di Ilario Pietribiasi a cura di Cafecinque; allo spettacolo al teatro Astra con Natalino Balasso, inusuale interprete della shakespeariana “Bisbetica domata”. Dopo lo sport, il mensile si chiude con ben tre pagine dedicate alle voci dei lettori.
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| Mercoledì, 26 maggio 2010 @ 15:10:07 | |
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| FASCICOLO CELEBRATIVO PER I 40 ANNI DEL CONSORZIO DI POLIZIA LOCALE |
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 Per ricordare il 40° anniversario della sua fondazione (3 aprile 1970) il Consorzio di Polizia Locale Alto Vicentino edita in collaborazione con le Edizioni Menin una pubblicazione celebrativa. Erano solo quattro i Comuni associati (oggi sono sedici) quando l’innovativo progetto di istituire un servizio intercomunale di vigilanza urbana divenne realtà grazie alla lungimiranza dei sindaci promotori: Carlo Gramola per Schio, Giuseppe Bisortole per Torrebelvicino, Giuseppe Facci per Valli del Pasubio e Luigi Broccardo per Santorso. Fu il primo ad essere istituito in Italia, presto imitato ed ancora oggi considerato modello di efficienza ed organizzazione. Il volume ripercorre la storia di quei 40 anni: dalle prime pattuglie appiedate, o con biciclette di proprietà degli stessi agenti, e ai servizi di controllo manuale del traffico, fino ai mezzi moderni oggi in dotazione e a compiti sempre più impegnativi - sicurezza del cittadino, videosorveglianza, vigile di quartiere, protezione civile - che si affiancano a quelli tradizionali. Alla parte storica seguono un profilo dedicato a ciascun Comune socio e la descrizione della struttura degli uffici e delle attività attualmente svolte dal Consorzio, nonché le prospettive future.
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| Mercoledì, 28 aprile 2010 @ 09:31:32 | |
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| È ARRIVATO LO “SCHIO” DI APRILE |
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 Un numero ricco di argomenti, il Mensile di aprile, che si apre con la notizia che Schio avrà, entro un paio d’anni, un moderno stadio di rugby. Due pagine sono dedicate al Consorzio di Polizia Municipale “Alto Vicentino”, che festeggia i quarant’anni della fondazione: ne viene tratteggiata la storia - fu il primo ad essere costituito in Italia, presto imitato ed ancora oggi considerato un modello di efficienza - mentre il comandante Matteo Maroni fa un bilancio della situazione attuale. Il viaggio/inchiesta nelle parrocchie cittadine fa tappa in questo numero a Poleo, mentre due giovani scledensi, Dino Lanzaretti e Simone Salvagnin si apprestano a partire per un’avventura lunga 16 mila chilometri, in tandem fino all’India. Spazio poi alla mostra su Alfredo Ortelli ospitata a palazzo Fogazzaro e, tra i libri di storia, ad “Alpini del Btg. Vicenza” di Manuel Grotto e “Bombs Away!”, recente pubblicazione a più mani edita dalla Tipografia Menin. Nelle pagine storiche trova posto anche l’anniversario del primo volo del dirigibile “Ausonia”, progettato e costruito dallo scledense Nico Piccoli. Ricche di contenuti, infine, le rubriche dedicate al teatro, allo sport cittadino e alle lettere.
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| Venerdì, 23 aprile 2010 @ 18:38:46 | |
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| BOMBS AWAY! IL BOMBARDAMENTO ALLEATO SUL QUARTIER GENERALE TEDESCO DI RECOARO |
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 Pubblicato sul Giornale di Vicenza del 20 aprile 2010
Libri. Questa sera è in programma una presentazione alle Fonti
RECOARO "TEDESCA" OBIETTIVO PRIMARIO DELLE BOMBE USA
Una nuova pubblicazione - realizzata a più mani - racconta gli antecedenti dell’operazione del 20 aprile 1945, i particolari e quello che accadde dopo
Il 20 aprile del 1945, esattamente 65 anni fa, poco dopo mezzogiorno, il generale von Vietinghoff si trovava all’interno di uno dei bunker dello Stato maggiore, in attesa che gli fosse servito il pranzo, quando nel cielo di Recoaro apparvero improvvisamente 18 aerei americani B-25J che scatenarono sulle Fonti Centrali, sede del Comando supremo tedesco in Italia, un devastante bombardamento. Un episodio storico di assoluto rilievo, in sé e per i retroscena sottesi, che verrà rievocato questa sera alle 20.30 nel Salone delle Fonti Centrali recoaresi con la presentazione di Bombs Away! Il bombardamento alleato sul Quartier generale tedesco di Recoaro (20 aprile 1945) e la resa della Wehrmacht in Italia (Menin Edizioni, pagg. 224, euro 18).
Una pubblicazione che dimostra come sia possibile unire in modo efficace gli eventi della "grande storia" con quelli della "piccola storia locale": operazione riuscita ai cinque autori - Maurizio Dal Lago, Franco Rasia, Giorgio Trivelli, Luca Valente e Giuseppe Versolato - miscelando competenze diverse e lavorando su una documentazione di prima mano.
Il libro, corredato da oltre 250 immagini, diverse inedite, copre le vicende degli ultimi due mesi di guerra sul fronte italiano, dove i preparativi alleati per l’offensiva finale e quelli tedeschi per una difesa ad oltranza si intrecciarono con le proposte di resa presentate dal generale delle SS Karl Wolff ad Allen Dulles, capo dei servizi segreti americani in Europa. Da qui nacque l’operazione segreta "Sunrise", che si snodò tra Zurigo, Berna, Ascona e appunto Recoaro.
Nel centro termale vicentino Wolff si recò più volte, anche dopo l’inizio dell’offensiva alleata contro la Linea gotica (9 aprile 1945), per convincere il generale von Vietinghoff, il responsabile delle forze armate tedesche a sud delle Alpi, ad aderire alla resa. Di questo si occupa il primo capitolo, che alterna squarci in presa diretta di quanto avvenne sul campo di battaglia con ciò che si muoveva dietro le quinte della "Sunrise". Ben presto, però, la superiorità angloamericana risultò talmente schiacciante che le trattative apparvero agli Alleati superflue e l’operazione fu cancellata. Così la sede del Comando di von Vietinghoff a Recoaro, fino ad allora "intoccabile", tornò ad essere un prioritario obiettivo da distruggere.
È a questo punto che la "grande storia" entra nella "micro-storia": il secondo capitolo del volume è interamente dedicato al rilievo ed alla descrizione di tutti i bunker ed i rifugi antiaerei costruiti dall’Organizzazione Todt nel perimetro delle Regie Fonti recoaresi, dove era dislocato il Comando tedesco, e nel centro abitato. Ne è risultato un numero incredibile di manufatti ancora intatti, che fanno di Recoaro uno dei siti storicamente più rilevanti per lo studio e le visite a questo tipo di "archeologia" militare, autentico patrimonio sfruttabile in chiave turistico-culturale.
Ed è proprio su di essi e sugli alberghi requisiti dai generali tedeschi che i 18 B-25J del 340° Gruppo dell’USAAF, decollati da Rimini, sganciarono oltre 30 tonnellate di bombe in quel lontano giorno d’aprile. Era la loro 874ª missione, analizzata in ogni dettaglio nel terzo capitolo del libro utilizzando documenti originali statunitensi, le testimonianze di alcuni membri tuttora viventi degli equipaggi che vi presero parte e l’impressionante sequenza delle foto scattate dagli aerei durante l’incursione.
L’attacco ebbe una decisiva ricaduta politica. I più alti responsabili militari e politici tedeschi operanti in Italia - von Vietinghoff, Wolff, l’ambasciatore Rahn ed il governatore del Tirolo, Hofer - si riunirono ancora a Recoaro il 22 aprile e, contravvenendo agli ordini categorici di Hitler, decisero la resa delle loro truppe. Il quarto e conclusivo capitolo di "Bombs Away!" narra dunque di due corse contro il tempo: quella verso nord degli angloamericani, che incalzavano i resti della Wehrmacht nella pianura veneta e vicentina per impedire loro di attestarsi sulle Alpi, e quella dei plenipotenziari tedeschi diretti a sud, via Svizzera, per arrivare il prima possibile alla sede del Comando alleato di Caserta e rendere operativa la decisione di resa, infine firmata il 29 aprile.
È questa la parte meno conosciuta della storia della 2ª Guerra mondiale sul fronte italiano: è infatti diffusa l’opinione che le ostilità siano sostanzialmente terminate il 25 aprile, festa della Liberazione. In realtà la battaglia infuriò fino alle 14 del 2 maggio 1945, data ufficiale del cessate il fuoco, e in alcuni casi anche oltre. Addirittura solo il 5 maggio deposero le armi in Valsugana gli irriducibili paracadutisti tedeschi che qualche giorno prima avevano attraversato il Vicentino combattendo selvaggiamente contro le avanguardie alleate.
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| Giovedì, 22 aprile 2010 @ 16:59:55 | |
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| PRESENTAZIONE “BOMBS AWAY!” Recoaro 20 aprile 20.30 Salone delle Fonti Centrali |
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| Giovedì, 15 aprile 2010 @ 16:24:20 | |
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